BASILICA DI SANT’APOLLINARE IN CLASSE

Via Romea sud, 224 - 48125 Ravenna

 

Per informazioni, prenotazioni e acquisto biglietti:

Biglietteria online

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ORARI DI APERTURA

Dal LUNEDI' al SABATO 8.30 - 19.30

DOMENICA e festivi religiosi 13.30 - 19. 30

 

ultimo accesso mezz'ora prima dell'orario di chiusura effettivo

 

Venerdì 22 ottobre > Apertura serale 19.30 - 23.30 (ingresso gratuito in occasione dell'iniziativa Notte d'Oro)

La biglietteria della Basilica chiude mezz’ora prima dell’orario di chiusura effettivo

 

Il giorno 1 novembre, festività religiosa, la Basilica di Sant'Apollinare in Classe osserverà l'orario 13.30 - 19.30

Il giorno 2 novembre presso la Basilica si terrà una funzione religiosa alle ore 10 durante la quale la fruizione turistica non sarà consentita nella zona riservata al culto.


chiuso nei giorni 1 gennaio, 25 dicembre

MODALITA' DI ACCESSO:

In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti previste per tutti i luoghi di cultura italiani per l’accesso al sito è obbligatorio il possesso del Green Pass o di documentazione equivalente dalla quale si evinca lo status vaccinale e la data di scadenza dello stesso o il risultato di un tampone di controllo Covid con validità 48 ore.
 
  • la capienza consentita all’interno dei luoghi della cultura è pari a quella massima autorizzata prima della pandemia, anche in caso di manifestazioni, come eventi, conferenze e concerti.
  • i visitatori non sono più tenuti al rispetto della distanza interpersonale di un metro all’interno del museo 
  • l'accesso non è più legato alle fasce orarie prenotabili
  • per l’acquisto dei biglietti restano valide le modalità di prenotazione e pagamento online, ma resta attiva anche la bigliettazione in loco 
  • A tutti i visitatori verrà rilevata la temperatura corporea 
  • non sarà consentito l’accesso, qualora si riscontrassero sintomi influenzali di sorta;
Tutti i visitatori dovranno indossare obbligatoriamente mascherine chirurgiche e igienizzare le mani all’ingresso.


Si comunica che questo istituto s'impegna per offrire al pubblico un orario di visita quanto più esteso possibile, nel rispetto dei criteri per l'apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali previsti dal D.M. del 30 giugno 2016, in attesa che vengano espletate le previste procedure concorsuali finalizzate al superamento delle attuali carenze organiche e al conseguente incremento del personale in servizio.


 

Carta della qualità dei servizi (aggiornata a Settembre 2021)

Ingresso

intero € 5,00

agevolato € 2,00 cittadini europei tra i 18 e i 25 anni

gratuito per tutti i cittadini di età inferiore a 18 anni.

sono previste ulteriori agevolazioni per l'ingresso

 

Ingresso cumulativo (Basilica di Sant'Apollinare in Classe + Museo Nazionale di Ravenna + Mausoleo di Teodorico)

intero € 10

Il biglietto cumulativo è acquistabile presso le biglietterie dei singoli monumenti e ha una validità di 3 giorni a partire dalla data di emissione

Dal 26 settembre in occasione della mostra Al mio maestro piacque di mostrarmi presso il Museo Nazionale di Ravenna, il biglietto cumulativo subirà una maggiorazione di 1 €

 

Accessibilità

tutti gli spazi del monumento sono accessibili direttamente

 

Servizi

all’interno della basilica è presente un pannello informativo multimediale in lingua italiana e inglese

 

 

 

 

BASILICA DI SANT'APOLLINARE IN CLASSE

Guarda i video della Basilica su Youtube

 

santapollinare in classe

 

Esterno

La basilica di Sant’Apollinare in Classe ha evidente, nelle sue forme, il richiamo alla tradizione architettonica più antica. In alcuni elementi architettonici, invece, esprime un linguaggio stilistico che è il frutto dei continui scambi culturali che la città di Ravenna ha avuto con le città del Mediterraneo orientale. Ne sono esempio: la struttura muraria, costituita dai tipici mattoni allungati; l’abside, poligonale all’esterno e semicircolare all’interno; i vani che fiancheggiano l’area dell’altare. La facciata della basilica, a capanna, è di una semplicità e di un rigore estremo. In origine era preceduta da un’ardica, un ampio spazio quadrilatero circondato da portici, così come usava nelle basiliche tardoantiche. Oggi al posto dell’antica ardica c’è un porticato, ricostruito durante i lavori di restauro realizzati agli inizi del Novecento.

Sul lato nord della basilica sorge il campanile circolare alto più di trentasette metri, databile al X secolo. 

Interno

 

Navate

 

L’interno, ampio e luminoso, è diviso in tre navate da ventiquattro colonne di marmo greco. I capitelli bizantini che sormontano le colonne sono lavorati a foglie d’acanto che sembrano mosse dal vento. Sui capitelli delle colonne scaricano gli archi a tutto sesto che sorreggono le pareti laterali della navata centrale. Quest’ampia fascia di muratura accoglie affreschi con i ritratti di parte dei vescovi e degli arcivescovi di Ravenna. I medaglioni furono eseguiti nel 1775 da Antonio Cantoni, Giovanni Battista Roberti da Forlì e Domenico Barbiani.

Il pavimento in cotto che vediamo oggi ha sostituito un antico mosaico realizzato con marmi e materiali lapidei. Di tanta bellezza si sono conservati solo pochi metri quadrati, visibili nelle navate laterali.

 

Le pareti laterali della Basilica, un tempo, erano rivestite di marmi pregiati. Giunti quasi integri fino al 1449, i bellissimi rivestimenti furono fatti asportare da Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini e audace condottiero.

Le navate laterali ospitano una collezione unica di sarcofagi databili dal IV all’VIII secolo. Questi monumenti funebri hanno un valore immenso, sia per la bellezza e la qualità della scultura, sia perché danno la possibilità di valutare i cambiamenti di stile avvenuti nel corso dei secoli. Nessun’altra chiesa ravennate racchiude tanti esemplari così significativi e di epoche storiche così diverse.

 

I mosaici parietali

Le raffigurazioni a mosaico alla sommità dell’arco trionfale sono coeve a quelle del catino absidale e quindi alla consacrazione della basilica. In un cielo denso di nubi azzurre e rossastre i quattro Evangelisti, resi simbolicamente, si avvicinano al medaglione con Cristo Salvatore. Nella seconda zona, realizzata nel VII secolo, alcuni agnelli che simboleggiano gli apostoli o più in generale la Chiesa, escono da Betlemme e Gerusalemme; essi ascendono verso Cristo alla sommità. Posta sui due lati della fascia centrale una decorazione a mosaico datata al VII secolo: le palme, simbolo del Paradiso, a cui fanno seguito le figure degli arcangeli Michele e Gabriele, risalenti al VI secolo, che ostentano con fierezza lo stendardo con un’iscrizione greca inneggiante alla Santa Trinità. Nel registro inferiore, i due busti virili che rappresentano due apostoli sono perlopiù il risultato di restauri del XII secolo. 

Nella decorazione del catino absidale, che si può considerare una delle più grandi creazioni artistiche dell’arte ravennate-bizantina, tutto è inondato di una luce che unisce terra e cielo in una intesa rasserenante. Il mosaico fu così concepito per parlare all’animo e alla mente del fedele dall’arcivescovo Massimiano, elevato esponente culturale dell’epoca. Nella rappresentazione musiva, in asse con la croce, in basso, si staglia la grande figura di Apollinare che indossa la tunica bianca, la casula e il candido pallio appoggiato sulle spalle; con le braccia espanse e in un antico gesto di preghiera si rivolge ai fedeli. I dodici agnelli che convergono verso il santo rappresentano i primi fedeli della Chiesa ravennate, che si rivolgono ad Apollinare per poter accedere alla beatitudine del Paradiso. Il primo vescovo di Ravenna è immerso in un incantevole prato verde sul quale sono disposti alberi sempreverdi, fiori candidi e volatili dal piumaggio variopinto.

 

Sopra la figura del santo titolare è rappresentato, in uno sfondo aureo, l’episodio della trasfigurazione di Cristo sul monte Tabor. L’episodio, tratto dai Vangeli, è reso in parte astrattamente e in parte figurativamente. L’opera intendeva proclamare la fede in Cristo, vero Dio e vero uomo, messa in discussione da varie eresie, tra cui l’arianesimo diffuso a Ravenna in epoca gota. Un imponente medaglione racchiude una grande croce avvolta in un cielo trapunto di stelle. All’intersezione dei bracci della croce latina incastonata di gemme il Figlio di Dio Trasfigurato e Risorto. Le iscrizioni all’interno del medaglione sottolineano il significato della croce, strumento del sacrificio di Gesù, ma simbolo di salvezza e di trionfo per l’umanità intera. Più in alto la Mano di Dio Padre, che esce dalle nubi, attesta la presenza di Dio al momento della trasfigurazione del Figlio, cui offrono la loro testimonianza anche i profeti Mosè e Elia. Sotto i busti di Mosè ed Elia, nel verde tenero prato, sono rappresentati tre agnelli, metaforicamente gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, che guardano verso Cristo che si è trasfigurato davanti ai loro occhi. 

La figura di Apollinare posta al centro del catino absidale vuole esaltare la Chiesa di Ravenna: lo stesso messaggio viene comunicato attraverso le quattro figure di vescovi poste tra le finestre al di sotto del catino. Nella parte inferiore dell’abside, appunto, entro nicchie sormontate da una conchiglia, sono rappresentati quattro ritratti di vescovi tra cui Ursicino che fu il committente che iniziò la costruzione della chiesa classicana in piena dominazione gota, ma la consacrazione avvenne al tempo del vescovo Massimiano e più precisamente il 9 maggio del 549.

Procedendo nella descrizione della parete absidale, ci imbattiamo, ai margini, in due grandi riquadri musivi; il pannello sulla destra propone il tema dell’Eucarestia: Abele che offre in sacrificio l’agnello, Melchisedec, sommo sacerdote, re di Salem, mentre dona il pane e il vino e Abramo che destina a Dio il figlio Isacco. Il mosaico sulla sinistra, invece, raffigura un episodio storico avvenuto nel 666, quando l’Imperatore Costantino IV Pogonato consegnò ad un messo dell’arcivescovo Mauro la concessione dell’autonomia dalla chiesa di Roma. Questi riquadri, risalenti al VII secolo e di minor qualità artistica rispetto a quelli del catino absidale, hanno subito numerose manomissioni e in gran parte sono stati restaurati nel Settecento.

Dal 1996 la Basilica fa parte dei beni tutelati dall’UNESCO.